PIERLUIGI FUNES

PIERLUIGI FUNES

e l’anima del legno

Biografia


Ritratto di Pierluigi Funes

BIOGRAFIA

Pierluigi Funes (Vittorio Veneto 1973) Dopo la laurea ISEF conseguita a Bologna inizia una intensa attività di personal trainer e preparatore atletico presso diverse strutture pubbliche e private. Attualmente è responsabile Area Fitness e Park a VillaBella, Bologna.

Cresciuto in Alpago, sulle Dolomiti, inizia da giovanissimo a praticare ascese alle vette e escursioni in montagna, seguendo sentieri più conosciuti e piste meno note. Dalle Dolomiti, alle Alpi, all’Himalaya, luoghi di alpinismo, di trekking, ma anche di osservazione dell’ambiente, animali e piante, rientra a casa con le visioni di una natura presente e selvaggia.

Inizia a scolpire vedendo il nonno Luigi che per diletto costruiva oggetti per la casa, da qualche anno ricerca, con meticolosa perizia, tronchi e legni che conservano all’interno i suoi sogni e grazie a un lavoro di motosega, sgorbie e levigatrici, li libera nello spazio aperto.
Vive e lavora a Bologna.

Dopo numerose mostre a Villa Bella, espone nel 2025 presso il Palazzo Municipale di Alpago (BL), 
Animalia e altri racconti, a cura di Monica Masiero

Maggio 2026

RASSEGNA STAMPA


Oggi a Pieve si inaugura la mostra personale di Pierluigi Funes


Le opere di Funes in mostra a Pieve fino al 6 gennaio


Comunicato stampa – PIERLUIGI FUNES – Animalia e altri racconti



TESTI CRITICI


Le sculture di Pierluigi Funes sono visioni di natura viva, apparizioni immersive di un universo in totale sintonia con luoghi incontaminati reali e immaginati.
 Le forme che appaiono dal togliere delle sgorbie affilate, sono già dentro la materia lignea. Funes li vede attraverso la ricerca accurata e la scelta dei tronchi, la dimensione, il colore, la malleabilità o la durezza. Individua venature e scarti cromatici, continuità nodose, rigonfiamenti e depressioni: è lì che si rivelano, sotto le sue mani, creature con piumaggi infiniti, pellicce colorate, criniere e corna, zampe ungulate, occhi che ti guardano. 

Il bestiario che appare, liberato da questo intenso lavoro di scultura, suscita in chi lo guarda emozioni di infinita tenerezza, come di fronte al gruppo delle galline, di empatia immediata di fronte alla capra che esprime la tensione verso uno spazio che lascia il campo all’immaginazione: cibo, acqua, salvezza, o di incanto ammirato verso le vibranti ali spiegate e la potenza degli artigli dell’aquila. Gli animali scolpiti sono colti nella loro intimità selvaggia, come sospesi in un mondo silenzioso e vuoto di uomini. 

Diverse sono le sculture di teste, dove l’umano è colto lacerato dalla propria interiorità, espressioni di spavento, di assenza, di incomunicabilità.
 Sono le venature della materia scelta come mezzo espressivo a dichiarare la rigidità, l’arruffamento o la disposizione di rughe, capelli, profili e labbra dischiuse. Una delle più recenti sculture, Ultimo respiro (2025), si rivela, ma non ne esce. Il respiro si vede, lo si sente, ma è rinchiuso nella forma statica del tronco. Un ultimo alito avvolto e assorbito dalle fibre del legno. I Fratelli Spavento (2017), fanno sorridere nel loro allucinato urlo, primi testimoni del Galgenhumor di Funes, che ritroviamo in tante altre opere. 

Il legno, fra i più antichi supporti dell’espressione creativa dell’uomo, non ha molto gioco nel panorama della fluida e magmatica arte contemporanea, facilmente si può ridurre alla decorazione di una pur virtuosa mano artigiana. La scultura, per uscire dalla superficialità descrittiva di un oggetto, necessita di un pensiero al quale attingere e dal quale elaborare l’urgenza creativa oggettivando una narrazione poetica. 

Questo pensiero si legge nelle sculture di Funes, vengono evocate emozioni ancestrali, legami con la natura, memoria in quanto bene comune, ricchezza da testimoniare e da difendere, proiezione delle nostre paure e del nostro amore. 

Monica Masiero 

LUOGHI


Paesaggio montano delle Dolomiti

“Le sculture di Pierluigi Funes sono visioni di natura viva, apparizioni immersive di un universo in totale sintonia con luoghi incontaminati reali e immaginati.
 …nelle sculture di Funes, vengono evocate emozioni ancestrali, legami con la natura, memoria in quanto bene comune, ricchezza da testimoniare e da difendere, proiezione delle nostre paure e del nostro amore”

(da Animalia e altri racconti – a cura di Monica Masiero)

Cartello sentieri davanti a una montagna innevata

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Per informazioni su eventi e opere:

STUDIO MASIERO – galleria d’arte contemporanea 
Via Villoresi, 28 – Milano
 
STUDIO FUNES
 
VILLA BELLA
Esposizione permanente di alcune opere
Via Siepelunga, 67 – Bologna